Preparare una adventure race non vuol dire solo arrivarci pronti fisicamente e studiare la traccia, ma anche scegliere il setup giusto e soprattutto mettere insieme tutto ciò che compone un setup giusto. Ognuno di noi ha degli approcci diversi a questa fase dell’avventura. 

Se siete Federico Damiani di solito per prima cosa dovete aspettare fino all’ultimo secondo e poi rendervi conto che casa vostra è talmente un casino che dovete ribaltare tutto per trovare quello che vi serve, fare un mucchio per terra e lanciare delle cose più o meno casualmente all’interno di una busta della spesa e andare alla partenza sperando di avere tutto.

Se siete invece un Ingegnere di Padova con la mania dell’ordine e una tendenza al minimalismo potete cominciare qualche settimana prima della partenza a ordinare minuziosamente le vostre cose sul pavimento di casa e sul mobile della vostra camera. Piano piano sarà tutto lì pronto per essere impacchettato nelle borse, diviso per compartimenti ordinatissimi e con una logica che vi permette di trovare qualunque cosa nel giro di pochi secondi.

È in questa situazione che siamo andati a casa di Manuel prima della Trans Balkan Race in una tranquilla domenica sera a sbirciare cosa stava succedendo prima della partenza.

Quello che ci siamo trovati davanti è la situazione che abbiamo descritto qui sopra ovviamente e ne abbiamo approfittato per fargli qualche domanda.

Hai già fatto la TBR due anni fa e abbiamo anche fatto un documentario sulla tua esperienza. Perché hai deciso di tornarci?

I Balcani sono un luogo affascinante ma ancora poco compromesso dal turismo. La TBR è rimasta impressa nella mia mente tanto da volerla vivere una seconda volta, inoltre torno per saldare un conto in sospeso: due anni fa dopo il terzo giorno di gara ho iniziato ad avere un disturbo chiamato collo di Shermer che mi ha impedito di tenere la testa alta fino all’arrivo (se non siete autolesionisti ve lo sconsiglio).

 

Cosa ci sarà di diverso nel tuo setup per quest’avventura rispetto alla volta precedente?

Fondamentalmente rapporti e bici. Se qualcuno vi dice “anche in gravel è fattibile” pensateci due volte prima di dargli retta. L’ultima volta io ci ho provato ma devo ammettere che da un anno esco in mtb e per gli eventi adventure di questo genere la considero la bici migliore. Senza dubbio il comfort ripaga e il terreno dei Balcani non perdona: avere dei momenti di relax in discesa fa sicuramente la differenza dopo tre, quattro o più giorni in bici.

 

Parlaci delle tue scelte. Hai un setup decisamente minimale. Come scegli dove posizionare l’asticella tra le cose da portare e quelle a cui rinunciare?

“Travel light and freeze at night” cit. Mi piace viaggiare leggero e questo significa rinunciare ad un comfort ottimale. Quando faccio questo tipo di eventi il comfort non è la mia priorità. Tuttavia l’asticella la posiziono sempre dove mi sento sufficientemente tranquillo per non rischiare di trovarmi in situazioni che diventano pericolose per la mia salute.

Cosa porti questa volta per dormire?

Niente pluriball questa volta! Porterò solo un bivy e una coperta di emergenza (materassino e sacco a pelo lo lasciamo per il glamping). A parte gli scherzi, sull’attrezzatura per dormire vado abbastanza leggero proprio perché qui si tratta di comfort che sono disposto a sacrificare e allo stesso tempo ho pianificato in maniera il più dettagliata possibile come conto di riposare. 

 

E in fatto di luci per pedalare di notte, cosa consigli in questi casi?

Negli eventi off road è fondamentale avere delle luci potenti e con molta autonomia. Per la TBR userò una luce frontale Supernova B54PRO e una luce casco Supernova Airstream 2. Preferisco la B54PRO per quanto riguarda la luce da posizionare sulla bici per avere un’autonomia della batteria più lunga – durante l’Atlas per esempio mi è bastata una batteria e mezza, non ho mai caricato la luce – e soprattutto un fascio di luce più distribuito. Le velocità non sono mai altissime e la luce della B54 è ampia e uniforme, mi piace pedalare con una visione più larga tenendo la potenza al minimo. Per la maggior parte dei tratti è sufficiente e in quella modalità la durata è praticamente infinita.

 

Molto importante è il set per la manutenzione della bici e a volte i rider con esperienza hanno dei piccoli trucchi impensabili. Ne hai qualcuno che vuoi condividere?

In questi eventi uno spazzolino e uno straccio imbevuto di benzina sono fondamentali. Avere una trasmissione scorrevole e pulita il più possibile fa tutta la differenza. Ho altri trucchetti che però magari vi svelo la prossima volta…

 

Per finire… questa volta riusciamo a evitare le 4 ore di penalità o hai in programma di perdere ancora il tracker?

Ci proviamo! In ogni caso ho già preparato un moschettone in acciaio inox per il tracker, just in case.