Samu Nichele

Non ci è dato sapere cosa sia stato del calciatore-wanna-be che in un passato, non poi così remoto, fece sognare San Zenone degli Ezzelini intera, tanto sul campo quanto nei privé dei migliori club vicentini. Nemmeno quale mix di esperienze, sostanze chimiche o ragionamenti abbia influito sulla sua trasformazione e abbia determinato il risultato che invece conosciamo con chiarezza. Il Sam Nichele di oggi è un concentrato di stoicismo e passione, shakerati -non mescolati- ad un’abbondante dose di pace con sè stesso e felicità.

Tanto felice e sorridente nella vita, quanto imperturbabile in bicicletta: sole o pioggia, single track o pendenze proibitive, vento gelido o afa, il Nostro è capace di una sola espressione in viso. Quell’espressione di chi non conosce fatica o sofferenza e non è di certo impressionato da quello che sta succedendo.

Se non riuscite a rintracciarlo, provate a cercare nei luoghi più nascosti del Monte Grappa, luogo di cui Sam è ormai depositario per meriti e proprietario per usucapione.
Una persona che incarna tutti i valori di enough in bici e nella vita, che porta avanti la sua esistenza e slega la sua persona da ogni preconcetto e imposizione sociale nei quali non vede un senso. 

Porta in dote una Panda: di diritto l’ammiraglia di enough; mezzo che sopporta ogni maltrattamento e ogni viaggio notturno a cui Sam la obbliga, diretto alla partenza dei nostri eventi per poi tornare, con il calar del sole, a casa da Chiara e dalle piccole cocker.

Se lo chiedeste a Sam, molto probabilmente vi direbbe che in questa foto c’è già tutto ciò che basta per farlo felice.

The unconventional enough interview

Da quanto pedali? Cosa ti ha spinto a farlo per la prima volta?

Ho iniziato in tenera età su bici a rotelle e fino ai 6 anni circa ci passavo interi pomeriggi sulla bici. Poi tutti i miei amici e la mia famiglia mi hanno spinto a giocare a calcio; ho iniziato a 6 anni e smesso a 29. Con un amico nel 2017 ci siamo iscritti al Veneto Trail e da quel momento è ritornata la passione e l’amore per la bicicletta. Da quell’anno vado a lavoro ogni giorno in bici e nel weekend mi sfogo spesso sul monte Grappa. 

Come definiresti il tuo approccio alla bici?

Ho “approcciato” la bici per evadere dalla società moderna fatta di lavoro, ritmi frenetici e negatività a vagonate. La bici è libertà. Amo pedalare da solo, immerso nella natura in montagna e in luoghi selvaggi. Mi libera la mente, mi riporta alle cose semplici e ritorno a casa sempre con il sorriso. Ecco questo è il mio approccio alla bici.

Raccontaci della tua uscita in bici più bella

Ci sono tanti bei momenti che ricordo con gioia e felicità in bici. Il più bello è stato raggiungere, durante il veneto trail del 2017 dopo almeno 6 ore sotto una pioggia battente, le tre cime di Lavaredo con il cielo che via via si stava schiarendo. Emozioni forti che hanno segnato una svolta nel rapporto tra me e la bicicletta. 

Raccontaci di quella volta che sulla bici ti sei trovato/a più in difficoltà

Il momento più difficile l’ho passato circa due anni fa per uno strappo al muscolo popliteo procurato skiddando con una cinelli scatto fisso. Son stato quasi 3 mesi senza bicicletta. Si, questo è stato il momento più difficile in bici: non poterci andare.

 

Qual è l’oggetto che porti con te in ogni uscita e del quale non puoi proprio fare a meno?

Un po banale ma è il cellulare. Esco spesso da solo e per la mia sicurezza e per buona pace della tigre lo porto sempre con me. Non sono scaramantico e non ho oggetti particolari a cui sono legato. Credo che la scaramanzia sia una debolezza.

Completa questa frase: Se esci in bici con me sappi che … 

ti porterò sul Monte Grappa, su mulattiere scassate e cercherò di tirarti il collo in tutti i modi.

 

Qual è il tuo evento ciclistico dei sogni?

Silk Road Mountain Race

 

Che piani hai per questa stagione? Ci sono eventi ai quali tieni più degli altri?

L’evento che avevo nel mirino, l’ Italy Divide, è stato rinviato a inizio luglio. Dato che a fine giugno diventerò padre probabilmente ci andrò il 24 aprile con un amico e ci divertiremo come non mai! 

 

A che cosa hai detto enough in passato? A cosa pensi che non dirai mai enough?

In passato circa un’anno e mezzo fa ho detto enough ad un contratto a tempo indeterminato da impiegato tecnico geometra ed una corposa busta paga per fare un lavoro più umile. E’ impagabile avere più tempo da dedicare a se stessi con mente libera, non condizionata da mille pensieri e responsabilità implicate dal lavoro.

Non dirò mai enough all’amore e all’affetto che provo per la tigre. E non dirò mai enough alla bici.

Si dice che Sam possa impennare da casa a Parigi, andata e ritorno. Nessuno ha mai dimostrato il contrario.

Spiega cos’è Enough Cycling a tua nonna

Ou nona me sentito? Seto che stano farò parte de na squadra de tosati e coraremo in bici?! Faremo dei viaggi co a bicicletta. Qualcuni attraverserà l’Italia, altri l’Europa fin a Capo Nord.

Insomma na manega de matti che voe divertirse in maniera semplice co na bicicletta e qualche borsa picà al tearo. No servirà niente de pì. Beo no?

Il tuo sabato sera ideale? E se fosse un weekend?

Immagino il mio sabato sera ideale nel giardino dietro casa, d’estate sdraiato in amaca con una bella birra fresca in mano dopo aver condiviso una giornata o un intero weekend con gli amici in bici a pedalare tra i monti in bikepacking dormendo sotto le stelle.

Hai a tua disposizione un anno sabbatico! Come lo impiegheresti?

Sinceramente non ho bisogno di un anno sabbatico. Son felice di come ho incanalato la mia vita. Quello di cui avrei bisogno è più tempo. Giornate da 36 ore tipo. Così da riuscire ad incastrare più momenti in bici e più tempo per le persone a cui voglio bene.

Una frase che ti rappresenta

“Siedi al sole, abdica e sii re di te stesso”.

Il tuo ciclista o sportivo preferito

Charles Leclerc. Persona molto educata, intelligente e a modo nella vita normale. Un  animale quando abbassa la visiera. Mi ci rivedo in molte cose.

Se non sei in bici stai… 

con la tigre e le mie due cocker.